Dal Kazakhstan con amore

Cito da:
“Gulistan Khamzaeva, moglie dell’Ambasciatore della Repubblica del Kazakhstan in Italia, racconta all’interno di un volume i primi anni della sua vita nel Belpaese.”

Il 23 maggio 2012 presso il centro russo di scienza e cultura si è svolta la presentazione del libro scritto da Gulistan Khamzaeva “Lasciando un pezzo di cuore”, nel quale racconta le difficoltà e il dolore causati dall’enorme cambiamento che il trasferimento da un paese come il Kazakhstan all’Italia ha comportato.

In una modestissima sala:

E’ necessario premettere che sono senza dubbio la peggiore reporter del mondo, quindi iniziando con il primo outing di questo post, posso rivelare che la presentazione era completamente in russo (lingua che NON parlo affatto) fatta eccezione per un filmato di un’intervista in inglese di una delle più care amiche dell’autrice. Alcuni passaggi erano talmente eloquenti da essere comprensibili nonostante il muro della lingua, e le dimostrazioni di affetto di chi ha vissuto con lei l’esperienza di questi anni sono state molto forti. Tanti abbracci, tanti baci e soprattutto tanti спасибо, большое спасибо (grazie, grazie tante). Posso vantare di aver capito altre paroline qui e lì: здравствуйте (ciao molto formale), страна (paese), добрый вечер (buona sera). Ma sopratutto ne ho imparata una nuova: Чак-чак, un dolce squisito che ho potuto assaggiare alla fine della presentazione e del quale conosco il nome grazie a due simpatiche ragazze russe che ho conosciuto lì, Ksenia e Maria.
Il secondo outing che devo fare è quello di essermi presentata senza dubbio con un abbigliamento NON appropriato.

Non so cosa mi sia passato per la testa, ma nonostante le ventordici giacche che ho nell’armadio, che tra poco passeranno di moda e rimarranno intonse, quella sera ho deciso di non indossarne nemmeno una. Naturalmente erano tutti vestiti in modo tale che Maria Antonietta al confronto poteva sembrare una stracciona. Quindi “la peggiore reporter del mondo” era nelle vesti di stracciona plus. La cosa peggiore è che me ne sono resa conto dallo sguardo della hostes nel momento in cui mi ha visto, quelle scene che durano poche frazioni di secondo e che per raccontarle servono mille parole: in pochi attimi lei mi ha guardato, ha disapprovato il mio abbigliamento, ha iniziato a dire “здравст…” per poi passare a “buonasera” e chiedermi se ero lì per la presentazione. Insomma la perspicace hostes russa, in frazioni di secondo, ha capito che ero malvestita, italiana e indubbiamente fuoriposto. Sto su tutto, ma sull’italiana no! Da cosa lo ha capito? E soprattutto, come facevano anche gli altri russi a capirlo immediatamente senza che proferissi parola? Non è dato di sapere.
Dopo un aperitivo la presentazione inizia con tutti i convenevoli del caso, saluti, fiori, baci, abbracci e poi una lunga serie di parole di cui non posso riferire nulla, ma di cui posso fornire un piccolo stralcio di filmato:
Parte del discorso introduttivo
Ecco Gulistan Khamzaeva

Immancabili i problemi con il microfono:

Così come immancabili sono le bellezze russe di cui fornisco un esempio:

La serata è terminata con una bellissima e buonissima degustazione di piatti tipici kazaki e non solo; Ksenia e Maria mi hanno detto che alcuni di quegli assaggi erano tipici proprio della Russia, non solo del Kazakhstan. Dalla foto che segue è possibile intravedere una delle splendide cataste di tavole di cioccolata kazaka e un bel vassoio di “ciak-ciak”, entrambi deliziosi.


Anche qui ho dimostrato la mia totale e assoluta incompetenza mangiando prima una cosa dolce e poi una cosa che sembrava una crepes nella quale era avvolto salmone e formaggio. Entrambi deliziosi, ma uno di seguito all’altro stridevano un po’.
Con mia grande gioia posso dire di aver portato a casa uno splendido trofeo: una tavola di cioccolata premium proveniente direttamente dal Kazakhstan! I’m proud!

L’unico problema sarà convincermi a mangiarla: non ho il coraggio di aprirla, ma dato che so che è deliziosa, prima o poi cederò per gola.
Ringraziamenti speciali a Gulistan Khamzaeva, ospite eccellente, anche con i casi disperati come me.







